Con il memoir, Un inno alla vita, Pelicot ha mutato radicalmente il modo collettivo di vedere le vittime di violenza
Secondo le ultime stime nel 2025 il 26,5 % delle donne italiane ha subito violenza fisica o sessuale da parenti, colleghi, amici, conoscenti o sconosciuti.
Una percentuale decisamente elevata che non rimanda ad uno spaccato reale. Quante donne, infatti, hanno il coraggio di denunciare i propri aguzzini? Suppongo sempre troppo poche, perchè sulle vittime pesa il timore di non essere credute o di essere colpevolizzate di essere state loro stesse le istigatrici dell’azione violenta.
Quante volte, purtroppo, si sentono pronunciare frasi banali e qualunquiste come: “Vestita in quel modo … se l’è andata a cercare”, “Accade, se si va in giro tardi alla sera” oppure “Aveva un atteggiamento che faceva intendere che ci sarebbe stata”.
Sulle donne vittime di violenza pesa, dunque, il sentimento della #vergogna che induce, molto spesso, a tacere piuttosto che a denunciare.
Qualcosa, però, è cambiato negli ultimi due anni, grazie al coraggio estremo di una donna che, in dieci anni, è stata #stuprata, a sua insaputa, da oltre 50 uomini con la complicità del marito.
La donna è Gisèle #Pelicot.
Gisèle ha scoperto, alla soglia dei 70 anni, la vera natura del marito, Dominique Pelicot, un uomo depravato che per anni l’aveva drogata e usata per soddisfare gli impulsi sessuali di uomini reclutati online.
La verità su Dominique è emersa casualmente nel 2020, quando l’uomo venne fermato dalla polizia francese per avere filmato sotto la gonna alcune donne al supermercato. Esaminando il telefono e altri dispositivi dell’uomo, emersero anche oltre 20 mila immagini e filmati che riguardavano gli abusi su Gisèle, a cui il marito scioglieva costantemente sonniferi nel cibo in modo da ridurla ad uno stato di incoscienza. Al risveglio lei non ricordava più nulla e attribuiva i vuoti di memoria ad una forma di Alzheimer.
Quell’uomo, con cui aveva condiviso gran parte della propria vita e con cui aveva costruito una famiglia, era tutt’altro che un marito premuroso ed un padre esemplare.
Da quel giorno la vita di Gisèle Pelicot è cambiata radicalmente. Ha affrontato i processi, che hanno portato alla condanna del marito e degli altri 50 uomini identificati. La scelta di testimoniare in tribunale a porte aperte, senza fare ricorso al diritto di anonimato come previsto in questi casi, ha dato il coraggio a molte donne violentate di denunciare, perché “la vergogna non dobbiamo provarla noi, sono loro che devono provarla”.
Gisèle non si è fermata qui. Per cambiare la società e la cultura è necessario fare conoscere tutta la verità. Ed è da questa decisione che sono nate le pagine del memoir Un inno alla vita (Et la joie de vivre), redatto con la scrittrice, Judith Perrignon, dove racconta i momenti della sua vita, dall’atroce scoperta ai processi, non con tono vittimistico e dolente, ma con la consapevolezza di colei che è riuscita a riprendere in mano la propria vita, affrontando coraggiosamente un processo, dove non sono mancate insinuazioni oltraggiose, ma, sostenuta dall’affetto dei suoi cari e da molte donne, è riuscita a rivendicare la propria dignità.
Uscito in tutto il mondo il 17 febbraio e tradotto in 22 lingue, Un inno alla vita, edito in Italia da Rizzoli, sarà al centro di uno dei primi incontri del cartellone Aspettando il Salone.
Mercoledì 18 marzo alla Cavallerizza Reale di Torino Annalena Benini, direttrice del Salone Internazionale del Libro di Torino, dialogherà con Gisèle Pelicot. Sarà un’occasione unica per ascoltare dal vivo una delle voci più forti del nostro presente nella rivendicazione del diritto di non vivere nella colpa, nella paura e nel silenzio.
Informazioni
Mercoledì 18 marzo 2026 – ore 18,30 – Cavallerizza Reale di Torino, via Verdi n. 9 – Gisèle Pelicot presenta il libro Un inno alla vita in dialogo con Annalena Benini, direttrice del Salone Internazionale del Libro di Torino.
L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria, fino a esaurimento posti, sul sito www.salonelibro.it/news/tutte-news/aspettando-il-Salone-2026.htm
© Loredana Carena, 5 marzo 2026, riproduzione riservata



