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ARTIFICIAL INTELLIGENCE PER L’ARTE /Loredana Carena

Identità digitale per più di 600.000 opere d’arte conservate nelle collezioni statali turche

Per preservare da esportazioni illecite o da furti il proprio patrimonio artistico, la Turchia ha adottato un sistema di catalogazione delle opere d’arte fondato su un’identità digitale unica ed inviolabile.

Oltre 600.000 manufatti, conservati nelle collezioni statali turche, sono stati marcati con un DNA sintetico assimilabile per caratteristiche al DNA degli esseri viventi. L’individuazione specifica di ogni oggetto avviene attraverso una marcatura chimica, invisibile ad occhio nudo, non invasiva e non compromissoria dell’integrità fisico-chimica del manufatto. Il DNA del reperto, non essendo ripetibile in alcun modo, aumenta il livello di tracciabilità e di difesa delle opere d’arte.

L’innovativo sistema di marcatura sintetica, applicato ai musei statali della Turchia sia per le opere esposte sia per quelle nei depositi, raggiunge la sua massima efficacia con l’integrazione ad una piattaforma di intelligenza artificiale.

Turchia, identità digitale alle opere d’arte (foto ufficio stampa)

Turchia, identità digitale alle opere d’arte

Attraverso #TraceArt, piattaforma di AI, è possibile, infatti, monitorare in tempo reale case d’asta, #marketplace online e social media a livello globale, valiando quotidianamente milioni di immagini e annunci alla ricerca di oggetti di presunta origine turca che non dovrebbero trovarsi sul mercato.

Il sistema utilizza #algoritmi di computer vision capaci di riconoscere pattern stilistici, microfratture e texture dei materiali, confrontandoli istantaneamente con i modelli digitali archiviati nel #MUES, il sistema nazionale di inventario museale. 

La gestione degli inventari è diventata più trasparente, efficiente e tracciabile grazie al MUES. Il registro include anche musei privati e collezionisti autorizzati, digitalizzando per la prima volta i processi di acquisizione e valutazione dei beni culturali in un ecosistema unitario.

Attraverso l’impiego di queste innovative tecnologie, la Turchia ha ottenuto nel 2025 il #rimpatrio di 180 manufatti. TraceArt ha svolto un ruolo determinante nell’identificare due pregiate piastrelle di İznik del XVI secolo successivamente recuperate dal Regno Unito.

Il governo turco è così riuscito a recuperare dall’estero alcune opere, come  una testa di marmo in stile anatolico, restituita a gennaio dal Denver Art Museum in #Colorado. Altri manufatti sono già stati individuati tra cui un torso marmoreo, noto come il “Vecchio Pescatore”, ancora conservato a #Berlino, e decine di piastrelle di #İznik custodite al Louvre di #Parigi.

Mehmet Nuri Ersoy, ministro della Cultura e del Turismo di Türkiye, evidenzia l’importanza di queste applicazioni che hanno elevato la sicurezza dei manufatti conservati nei musei turchi al più alto livello mondiale, segnando progressi decisivi nella lotta alla #contraffazione. L’obiettivo dichiarato è coprire con questo sistema l’intero patrimonio nazionale, formato da oltre 2,8 milioni di manufatti, entro il 2028, trasformando la Turchia nel primo benchmark governativo globale per la sicurezza culturale nell’era digitale, in un momento storico in cui arte, scienza e intelligenza artificiale interagiscono diventando i custodi della memoria collettiva dell’umanità.

© Loredana Carena, 1 aprile 2026, riproduzione riservata